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Legge Pinto e fallimento: indennizzo per procedure concorsuali troppo lunghe

La Legge Pinto si applica ai fallimenti

Sì. Le procedure concorsuali (fallimenti, concordati, liquidazioni giudiziali) rientrano pienamente nell'ambito della Legge Pinto.

Il termine ragionevole per le procedure concorsuali è di 6 anni complessivi — più lungo rispetto alle cause ordinarie, ma molti fallimenti superano abbondantemente questa soglia.

E non di poco: in Italia non è raro che una procedura fallimentare duri 15, 20, perfino 30 anni. Tra accertamento del passivo, cause collegate, vendite degli immobili e riparti, il fallimento è strutturalmente il procedimento più lento del sistema — ed è anche quello con gli indennizzi unitari più alti riconosciuti dalla giurisprudenza.

Chi può fare ricorso nei fallimenti

Possono presentare ricorso tutti i soggetti coinvolti nella procedura concorsuale:

  • Creditori ammessi al passivo — persone fisiche, ditte e società, di qualsiasi grado di privilegio
  • Il fallito stesso
  • Creditori con domanda tardiva — per loro la durata si conta dalla data della propria ammissione

L'indennizzo spetta per ogni anno eccedente i 6 anni di termine ragionevole, con importi che vanno da €600 a €1.000 per anno — la fascia più alta tra tutte le tipologie di procedimento.

Il punto che cambia la prospettiva: l'indennizzo spetta a ciascun creditore singolarmente. Una procedura con 10 creditori ammessi genera 10 diritti di indennizzo autonomi e cumulabili. Se sei un'azienda con crediti in più fallimenti, leggi la guida dedicata alla Legge Pinto per aziende creditrici.

Esempio pratico: fallimento lungo

Un fallimento aperto nel 2014 (12 anni fa) ha accumulato 6 anni di ritardo oltre il termine. L'indennizzo stimato va da €3.600 a €6.000 — per ciascun creditore ammesso.

Un fallimento ventennale, aperto nel 2006? 14 anni di ritardo: da €8.400 a €14.000 a creditore. Sono le cifre che rendono il fallimentare la nicchia più sottovalutata dell'equa riparazione.

Molti creditori non sanno di avere questo diritto perché il loro avvocato fallimentare non è specializzato in equa riparazione — segue il recupero del credito verso il fallito, che è un'altra cosa.

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Vale anche per concordati e liquidazioni giudiziali

Quando parliamo di "fallimento" intendiamo tutte le procedure concorsuali: il fallimento del vecchio rito, la liquidazione giudiziale che l'ha sostituito col Codice della crisi d'impresa, il concordato preventivo, l'amministrazione straordinaria.

Il termine ragionevole di 6 anni e la fascia di indennizzo €600-1.000/anno si applicano a tutte. E poiché molte procedure aperte sotto il vecchio rito sono ancora in corso — alcune da decenni — è proprio lì che si concentrano i ritardi più lunghi e gli indennizzi più alti.

Indennizzo Pinto e riparto fallimentare: due binari separati

Una precisazione che togliamo subito dal tavolo: l'indennizzo Pinto non c'entra nulla con quanto recupererai dal fallimento.

  • Il riparto dipende dall'attivo della procedura e dal tuo grado di privilegio: puoi recuperare tutto, poco o niente
  • L'indennizzo Pinto lo paga direttamente il Ministero della Giustizia, per la durata irragionevole — anche se dal fallimento non incasserai un euro

Anzi: proprio chi sa che dal riparto arriverà poco ha più ragioni per attivare il binario Pinto, che è l'unico recupero certo sulla vicenda. E si fa senza anticipare spese: il compenso si paga solo a indennizzo incassato.

Anche il fallimento ancora aperto non è un ostacolo: superati i 6 anni puoi agire subito, e i termini per le procedure chiuse restano di 6 mesi dalla chiusura.

Domande frequenti

Il fallimento è ancora aperto, posso fare ricorso?

Sì, se la procedura ha superato i 6 anni puoi presentare ricorso anche se il fallimento è ancora in corso.

Sono un creditore chirografario, ho diritto all'indennizzo?

Sì. Tutti i creditori ammessi al passivo hanno diritto all'indennizzo, indipendentemente dal grado di privilegio.

Dal fallimento non recupererò quasi nulla: l'indennizzo Pinto ne risente?

No. L'indennizzo Pinto è autonomo dal riparto: lo paga il Ministero della Giustizia per la durata della procedura, a prescindere da quanto incasserai dal fallimento.

Il fallimento si è chiuso: quanto tempo ho?

Sei mesi dalla chiusura definitiva della procedura. Oltre, il diritto si prescrive — se il tuo fallimento si è chiuso da poco, muoviti subito.

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