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Lavoravi in un'azienda fallita? Dopo anni di attesa lo Stato ti deve un indennizzo

Lavoravi in un'azienda fallita? Dopo anni di attesa lo Stato ti deve un indennizzo — Avv. Claudio Scola

L'azienda è fallita, tu sei rimasto ad aspettare

Quando un'azienda fallisce, i riflettori si accendono sull'imprenditore, sui capannoni, sulle banche. Quasi mai su chi ci lavorava dentro. Eppure il dipendente è spesso il creditore che perde di più: stipendi arretrati, tredicesime, TFR maturato in anni di lavoro — tutto congelato dentro la procedura.

E la procedura non ha fretta. Tra accertamento del passivo, vendita dei beni e riparti, un fallimento in Italia può durare 10, 15, anche 20 anni. Nel frattempo tu hai cambiato lavoro, magari città — ma quel credito è rimasto lì.

Quello che quasi nessuno dice ai dipendenti: per tutta questa attesa lo Stato ti deve un indennizzo in denaro. Si chiama Legge Pinto, e vale anche per te.

Il dipendente è un creditore a tutti gli effetti

Se al fallimento dell'azienda ti sono rimasti crediti di lavoro non pagati, sei stato ammesso al passivo della procedura — quasi sempre con privilegio, perché i crediti di lavoro vengono prima di molti altri.

Questo fa di te un creditore concorsuale come gli altri, con un vantaggio in più che pochi conoscono: la Legge Pinto nei fallimenti riconosce l'indennizzo a ciascun creditore, singolarmente. Non conta quanto era grande il tuo credito rispetto a quello delle banche: il diritto all'indennizzo per la durata irragionevole è tuo, autonomo, personale.

Il termine ragionevole per le procedure concorsuali è di 6 anni. Oltre quella soglia, ogni anno di attesa vale da €600 a €1.000 di indennizzo — la fascia più alta tra tutti i tipi di procedimento.

"Ma il Fondo INPS mi ha già pagato il TFR"

Obiezione giusta, risposta importante. Il Fondo di garanzia INPS interviene su TFR e ultime mensilità, ed è una fortuna che esista. Ma raramente copre tutto: differenze retributive, mensilità più vecchie, voci escluse — per tutto quello che il Fondo non ha coperto, resti creditore del fallimento e continui ad aspettare il riparto come gli altri.

Ed è proprio quella posizione di creditore in attesa che fa maturare il diritto all'indennizzo Pinto, anno dopo anno. La tua situazione specifica — cosa ha coperto il Fondo, cosa è rimasto al passivo — va verificata sui documenti: è esattamente il tipo di controllo che facciamo gratuitamente e senza impegno.

Se prima del fallimento avevi anche una causa di lavoro contro l'azienda che si è trascinata per anni, c'è un capitolo a parte: la Legge Pinto per le cause di lavoro.

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Facciamo i conti: quanto può valere

Prendi un caso tipico: azienda fallita nel 2012, dipendenti ammessi al passivo, procedura ancora aperta. Sono 14 anni di durata: 8 anni oltre il termine ragionevole. L'indennizzo stimato va da €4.800 a €8.000 — a testa, per ogni ex collega nella tua stessa situazione.

E qui la cosa importante: l'indennizzo Pinto non dipende da quanto recupererai dal fallimento. Lo paga il Ministero della Giustizia per l'attesa in sé, anche se dal riparto finale non arriverà quasi nulla. Sono due binari separati.

Metti l'anno di apertura del fallimento nel calcolatore: in 30 secondi vedi la tua stima. Non serve nessun documento per questo primo passo.

Non paghi niente per scoprirlo, né per procedere

Funziona come tutto il resto su La Pinto: zero spese anticipate. Il compenso viene trattenuto dall'indennizzo solo quando i soldi arrivano davvero — se non arriva nulla, non paghi nulla. Come funziona nel dettaglio lo spieghiamo nella pagina sull'avvocato senza anticipo.

Un'ultima cosa, la più urgente: se il fallimento si è già chiuso, hai solo 6 mesi dalla chiusura per far valere il diritto. Se è ancora aperto e ha superato i 6 anni, puoi muoverti da subito — e conviene, perché ogni documento è ancora facilmente recuperabile.

Parlane anche con gli ex colleghi: se eravate in tanti al passivo, ognuno ha il suo diritto. Nessuno recupera per conto degli altri, ma nessuno deve restare fuori solo perché non lo sapeva.

Domande frequenti

Il Fondo di garanzia INPS mi ha pagato TFR e ultime mensilità: ho ancora diritto all'indennizzo?

Dipende dalla tua posizione residua: se sei rimasto ammesso al passivo per crediti non coperti dal Fondo (differenze retributive, mensilità più vecchie, altre voci), l'attesa di quel credito fa maturare il diritto. Va verificato sui documenti — la verifica è gratuita.

Ho cambiato lavoro e non seguo più la procedura da anni: è un problema?

No. Il diritto all'indennizzo matura con la durata della procedura, non richiede che tu l'abbia seguita attivamente. Serve recuperare la documentazione dell'ammissione al passivo, e ci pensa l'avvocato.

Il fallimento si è chiuso e non ho recuperato quasi nulla: posso ancora agire?

Sì, ma entro 6 mesi dalla chiusura definitiva della procedura. L'indennizzo è indipendente da quanto hai incassato dal riparto: lo paga il Ministero della Giustizia per la durata.

Eravamo decine di dipendenti: possiamo fare qualcosa insieme?

Ognuno ha un diritto autonomo e un ricorso proprio, ma le posizioni possono essere gestite in parallelo dallo stesso avvocato: la documentazione sulla procedura è in gran parte comune.

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