Il processo dura da anni: puoi farti risarcire dallo Stato
Avv. Andrea Mascaro · Lamezia Terme

Aspetti da anni e non è ancora finita
Hai avviato una causa e sono passati anni. Forse è ancora in corso, forse si è chiusa dopo un'attesa infinita. Nel frattempo hai speso soldi, energie, notti insonni — e ti è rimasta la sensazione che qualcosa non abbia funzionato come doveva.
Hai ragione. Un processo non può durare all'infinito: la legge stabilisce entro quanto tempo la giustizia deve dare una risposta. E quando quel tempo viene superato, non sei tu a doverci rimettere: è lo Stato a doverti un risarcimento in denaro.
Non è un favore né una scappatoia. È un tuo diritto, scritto nero su bianco. Il problema è che quasi nessuno te lo dice.
Da quanto deve durare per essere "troppo"?
La domanda giusta non è "il mio processo è lungo?", ma "ha superato il tempo che la legge considera ragionevole?". Ecco i limiti:
- Causa civile (compreso lavoro, sfratti, divorzi, eredità): 3 anni per il primo grado, 2 per l'appello, 1 per la Cassazione
- Processo penale: gli stessi termini, 3 + 2 + 1 anni
- Cause contro la pubblica amministrazione o il fisco: 3 anni per il primo grado, 2 per il secondo
- Fallimenti: 6 anni in tutto (ed è il caso che dura di più: 15, 20, anche 30 anni non sono rari)
Ogni anno oltre questi limiti conta. Se la tua causa civile è partita nel 2016 ed è ancora aperta, sei già a diversi anni di ritardo. I dettagli su come si contano gli anni sono nella guida ai termini di durata.
Questo diritto ha un nome: si chiama Legge Pinto
Il risarcimento per un processo troppo lungo non è un'idea vaga: ha una legge precisa dietro, la Legge Pinto (la Legge 89 del 2001). Il nome tecnico è "equa riparazione per l'irragionevole durata del processo" — ma tradotto significa una cosa sola: se la giustizia ci ha messo troppo, ti spettano dei soldi.
È un diritto garantito dalla Costituzione italiana (articolo 111) e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (articolo 6). Non è una truffa e non è complicato da ottenere: serve solo che qualcuno lo faccia per te nei modi e nei tempi giusti.
E vale un dettaglio importante: non conta se la causa l'hai vinta o persa. La Legge Pinto guarda quanto è durata, non com'è andata a finire.
Quanto puoi ottenere davvero
La cifra dipende da due cose: di che tipo di causa si tratta e quanti anni di ritardo ha accumulato. Gli importi riconosciuti dai giudici vanno, per ogni anno oltre il limite:
- da €400 a €800 per le cause civili, amministrative e tributarie
- da €500 a €800 per i processi penali
- da €600 a €1.000 per i fallimenti (e vale per ogni creditore coinvolto)
Un esempio concreto: una causa civile iniziata nel 2015, ancora aperta, ha accumulato circa 8 anni di ritardo — vuol dire un indennizzo stimato tra €3.200 e €6.400. Non sono briciole.
Non devi fare calcoli a mano: inserisci l'anno e il tipo di causa nel calcolatore gratuito e in 30 secondi scopri la tua cifra. Se vuoi capire come funziona la formula, c'è la guida al calcolo dell'indennizzo.
Non paghi nulla finché non ricevi i soldi
La paura più comune è: "e se poi mi costa più di quello che ottengo?". Con la Legge Pinto non succede, perché funziona all'opposto delle cause normali:
- Nessun anticipo: non tiri fuori un euro per partire
- Si paga solo a risultato: il compenso dell'avvocato viene trattenuto dall'indennizzo che ricevi, quindi solo dopo che i soldi sono arrivati
- Niente indennizzo, niente da pagare: il ricorso si presenta solo quando il diritto c'è davvero
In pratica: se non ottieni nulla, non ci rimetti nulla. Spieghiamo tutto nell'articolo su come funziona l'avvocato senza anticipo.
Perché nessuno te ne aveva mai parlato
Se ti stai chiedendo come mai il tuo avvocato non te l'abbia detto, la risposta è semplice: 9 avvocati su 10 non si occupano di equa riparazione. È una materia di nicchia, con regole sue, e chi ti ha seguito nella causa principale spesso non ha né il tempo né la competenza specifica per il ricorso Pinto.
Il risultato è che migliaia di persone hanno un credito verso lo Stato e non lo sanno. Verificarlo non costa niente e non ti impegna a nulla: bastano due dati nel calcolatore per sapere se è anche il tuo caso.
Domande frequenti
Il mio processo è ancora in corso: posso già chiedere il risarcimento?
Sì. Se il procedimento ha già superato i termini ragionevoli previsti dalla legge, puoi agire subito, senza aspettare che la causa si concluda.
Ho perso la causa: ho comunque diritto al risarcimento?
Sì. La Legge Pinto indennizza la durata eccessiva del processo, non il suo esito. Il diritto spetta sia a chi ha vinto sia a chi ha perso.
Quanto costa fare il ricorso?
Nulla in anticipo. Il compenso dell'avvocato viene trattenuto direttamente dall'indennizzo, quindi si paga solo dopo aver ricevuto i soldi. Se non si ottiene l'indennizzo, non c'è nulla da pagare.
Da quanto tempo deve durare un processo per avere diritto al risarcimento?
Dipende dal tipo di causa: 3 anni per il primo grado civile o penale, 6 anni complessivi per i fallimenti. Ogni anno oltre questi limiti dà diritto a un indennizzo.
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